“Economia circolare, sfide per il futuro e opportunità per i biologi”: a Bologna il convegno Enpab. Presenti D’Anna (ONB) e il commissario Bertoldi

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L'intervento del presidente Vincenzo D'Anna

Economia circolare: le sfide per il futuro e le opportunità per i biologi. Questo il titolo del convegno ECM organizzato dall’Enpab, l’ente di previdenza dei Biologi italiani, a Bologna, lo scorso venerdì 24 giugno. All’evento, svoltosi nei spazi della Regione Emilia-Romagna (Terza Torre) in viale della Fiera 8, è intervenuto anche il presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi, Vincenzo D’Anna. Con lui, presente in rappresentanza dei biologi del territorio, anche la dott.ssa Graziella Bertoldi, commissario dell’Ordine dei Biologi di Emilia Romagna-Marche. Prima dell’inizio dei lavori è stato proiettato un video dedicato ai traguardi raggiunti dall’attuale consiliatura dell’ONB: “a inizio settembre – ha detto D’Anna – invieremo un ‘libro bianco‘ a tutti gli iscritti nel quale ci sarà la rendicontazione del nostro operato. D’altronde, chi riceve un mandato deve poi anche rendere conto di quello che ha fatto”.

ONB-ISCRITTI: SERVE RECIPROCITA’
Il presidente dei Biologi italiani ci ha tenuto a rimarcare l’importanza di un Ordine come quello di via Icilio nei cui confronti sovente gli iscritti mostrano disattenzione, se non addirittura trascuratezza. “Se non c’è reciprocità – ha detto D’Anna – manca l’affezione all’Ordine. Bisogna capire che non siamo una tassa da pagare bensì un’armata che ognuno può ritrovarsi alle spalle per difendere chi vuole minacciare le nostre competenze. E di nemici ne abbiamo tanti, sia tra noi sia all’esterno”.

LA PROFESSIONE DEL FUTURO
“Il ministro Speranza ci ha definiti la professione del futuro” ha poi proseguito D’Anna. “Non lo ha detto per piaggeria, ma per quello che gli abbiamo mostrato. A partire dalle numerose tipologie di professione presenti nel nostro albero delle competenze” ha aggiunto ancora.

BIOLOGIA, SCIENZA GIOVANE
Per il presidente dell’ONB “la biologia è una scienza giovane e questo ci aiuta tantissimo. Da taluni semplici campi di intervento, infatti, molti si sono trasformati in campi ancora più vasti che, a loro volta, hanno generato molteplice attività”. poi ancora un appello agli iscritti a vivere appieno il loro Ordine: “Possiamo chiamare Bocelli, i tre tenori o Frank Sinatra ma se non ci sintonizziamo, qui nessuno sentirà mai niente!! Pensate: il 90% dei quesiti/interpelli ai quali rispondo sono frutto della non conoscenza di cose che pure trattiamo quotidianamente. Semplicemente: la gente chiede senza informarsi, senza consultare i numerosi canali d’informazione (dal sito alle due riviste fino alle newsletter) che pure abbiamo messo a loro disposizione”.

I BIOTECNOLOGI SONO…BIOLOGI
D’Anna ha parlato anche delle difficoltà in cui sovente incappano i colleghi biotecnologi che sovente si vedono “sbarrare le porte relative al loro ingresso nelle professioni sanitarie. Ebbene stiamo raccogliendo le…membra sparse per riformare i corsi di laurea, magari riformando il percorso formativo con l’aggiunta delle materie mancanti”. E poi: “abbiamo affrontato la lotta dei biotecnologi che non si sentivano biologi. Vivaddio lo sono: significa avere più di 50mila colleghi alle loro spalle”.

LE TEMATICHE AMBIENTALI
Nel suo intervento, il presidente dell’Ordine ha parlato anche dell’importanza delle tematiche ambientali per quanto concerne il lavoro stesso dei Biologi. “Vado affermando in giro che il sistema One Health, tra le tante cose, ne ha certificata una: non esiste salute in un ambiente degradato. Quindi i fattori che indicono sulla salute dell’uomo sono epigeneticamente multifattoriali: diossina, polveri sottili, nanoparticelle. Possono modificare l’espressione genetica. Questo perché l’inquinamento è di tipo microscopico non macroscopico. Dobbiamo dunque attrezzarci per bonificare…prima gli esseri umani. Perché se per depurare l’ambiente occorrerà almeno un decennio con gli esseri umani si fa molto prima. Con approcci diversi, esami ed analisi specifici per i quali torna utilissima la professionalità del biologo”.

EQUIPE MULTIDISCIPLINARI
Per fare questo, ha aggiunto D’Anna: “occorrono equipe multidisciplinari costituite anche da biologi che si occupino di determinati settori del risanamento ambientale. Ad esempio un ambientalista che fa le rilevazioni (Via, Vas), un nutrizionista che si occupa di dieta detossificante, un altro ancora che si occupa di ecologia, ecc. ecc.”.

MANO TESA ALLE ARPA: INCONTRIAMOCI
Infine approfittando della presenza al convegno di Giuseppe Bortone, biologo, direttore generale di Arpa Emilia-Romagna, nonché presidente di AssoArpa (l’associazione che riunisce le Agenzie ambientali regionali e delle province autonome), anche alla luce delle lunghe querelle giudiziarie che sovente contrappongono l’Ordine con le agenzie ambientali per quanto concerne l’inquadramento dei biologi come dirigenti, così come richiesto dall’ONB e non come collaboratori tecnici professionali (biologi che devono essere iscritti al loro Ordine nel momento in cui scelgono di partecipare alla selezione), D’Anna ha lanciato la sua proposta: “qui, in Emilia, per un incontro tra ONB e Arpa perché molti degli inconvenienti partono dal fatto che si imbocchino vie traverse e che non ci capiamo”.

NO A SENTENZE, SI A BUON SENSO
“E’ mai possibile – si è chiesto D’Anna – che l’ONB non riesca a trovare un luogo di ascolto? Non vogliamo agitare le sentenze ma il buon senso. Qui nessuno vuole friggere il pesce con l’acqua! E’ meglio parlarsi che farsi la guerra a suon di emendamenti parlamentari o nelle aule giudiziarie”. L’appello del presidente dell’Ordine nazionale dei Biologi è stato accolto dal dott. Bortone. “Ben venga l’invito al confronto. Lo abbiamo sempre ricercato. Esiste una difficoltà organizzativa oggettiva ed è su quella che occorre confrontarsi. Un quadro integrale multisettoriale? Nessuno può rinunciarvi. E’ solo un problema organizzativo. Diciamo anche ‘noi o a professionisti di serie A e di serie B’. Confrontiamoci” ha replicato il direttore di Arpa Emilia Romagna-Marche.

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